14.8.17

Il cinema, Gilda, la seduzione. Da “Amado mio” (Pier Paolo Pasolini)

Amado mio, un romanzo di Pier Paolo Pasolini, iniziato nel '48 e rimasto incompiuto, fu pubblicato postumo da Garzanti. È la storia di un amore. Desiderio, trasparente copertura dell'autore, conosce a una festa di paese un ragazzo, Benito, e se ne innamora. Benito, che Desiderio ribattezza Iasis, gli si nega, ma un giorno al cinema, mentre sullo schermo Rita Hayworth canta Amado mio e mentre – come usava a quel tempo – il pubblico eccitato rumoreggia, gli si promette per quella stessa sera. (S.L.L.)

Davanti a Gilda qualcosa di stupendamente comune invase tutti gli spettatori. La musica di Amado mio devastava. Cosi che le grida oscene che si incrociavano per la platea parevano fondersi in un ritmo dove il tempo pareva finalmente placarsi, consentire una proroga senza fine felice. Anche quando Iasis, abbracciato da Desiderio, gli posò il capo su una spalla, e in quell'atmosfera da orgia consumata al di là del tempo, prima della morte, il petto di Desiderio parve finalmente sciogliersi. Rita Hayworth, con il suo immenso corpo, il suo sorriso e il suo seno di sorella e di prostituta — equivoca e angelica —, cantava dal profondo della sua America Latina da dopoguerra, con un'inespressività veramente carezzevole. Rinunciatario ed arreso, Desiderio accarezzava la testa del ragazzo appoggiata alla sua spalla, come si accarezza un fratello. E tra le lacrime, invece del lungo discorso che avrebbe dovuto annunciargli la sua decisione di rinunciare per sempre..., gli mormorò all'orecchio: “Perdonami, Iasis”, ma Iasis, a quelle impercettibili parole alitate da Desiderio, sorrise, distratto, e gli rispose: “Stasera”. Fu come un urlo di gioia, un dolce cataclisma che facesse crollare il cinema e tutta Caorle. Mentre Gilda, intanto, contro il cielo, sul pubblico ansimante, con delicata libidine e furiosa pazienza si sfilava il guanto dal braccio».


Amado mio, Garzanti, Milano, 1982.

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