21.2.13

Dalle "finestre" di Eduardo Galeano. Ricetta della minestra

Finestre era il titolo di una rubrica che – senza periodicità fissa – Eduardo Galeano tenne per diversi anni sul “manifesto”. Sono racconti brevi, frammenti di memoria, apologhi, piccole magie, asciugati con pazienza di tutte le impurità, esempi dalla brevità tanto amata dallo scrittore uruguayano. Il testo che segue fu pubblicato nel 2004, l’ultima volta che le “finestre” apparvero su “quotidiano comunista” con una sorta di saluto dello scrittore : “Grazie mille, mille grazie ai lettori del Manifesto e a questo bellissimo giornale che da anni offre uno spazio alle mie finestre. Oggi, loro vi dicono addio. Io continuerò a pubblicare qui come sempre i miei articoli ma le finestre se ne vanno a far parte di un libro in gestazione. Questo libro, un lungo lavoro già fatto e da fare, riunisce molte finestre pubblicate e molte altre inedite. Le singole pagine stanno formando un unico lungo racconto, pezzettini di un tutto, e non mi danno più il permesso di diffonderle una a una. Le finestre vogliono essere una casa e io obbedisco”. (S.L.L.)

Ricetta della minestra
Il mendicante bussò alla porta. - Io non chiedo- disse, - vengo a offrire. Offrì la minestra più saporita della storia della gastronomia e lo lasciarono entrare.
Mise una pentola sul fuoco. Quando l’acqua iniziò a bollire, buttò in pentola una pietra che portava in tasca, assaggiò, si leccò i baffi. - Perfetto - disse. Per perfezionare la perfezione, chiese alcuni complementi: un po’ di spinaci, una cipolla a pezzetti e dorata nel burro, semola, spaghetti, un goccio di vino bianco, molto formaggio grattuggiato, un pizzico di pepe e una presa di sale.
Il mendicante si mangiò quasi tutta la minestra, ma fu così gentile da offrirne qualche cucchiaiata ai padroni di casa e lasciò loro la pietra.
Sembra una pietra qualsiasi, che non sa di niente. La minestra si continua a preparare sulle rive del lago Leman, ai piedi delle Alpi, con quella pietra.

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