9.8.10

La fine del mondo.

C’è troppa gente in giro che non rispetta la propria privacy, persone che in treno, in autobus, in aereo, al bar, alla posta, per strada, ti informano tuo malgrado dei loro movimenti prossimi venturi, di quelli del loro partner, delle difficoltà scolastiche del figlio, delle disfunzioni intestinali del gatto, donne e uomini che infettano di bacetti l’ambiente circostante.

La cattiva abitudine di fare ascoltare al mondo intero le telefonate si è estesa alle abitazioni private. Il cordless permette di comunicare seduti al balcone o affacciati alla finestra di modo che tutti, in strada, sentano. Oggi pomeriggio, mentre sotto il sole cocente, andavo in banca per un pagamento, una signora gridava da un terrazzino, chissà a chi, che era appena tornata da un alberghetto in riva al mare che era la fine del mondo.

Il tono era allegrissimo: evidentemente per lei la fine del mondo con i suoi crolli, i suoi diluvi, le sue catastrofi intergalattiche è una bella cosa. Verrebbe da dire: che strani tempi! Ma a ben guardare non c’è ragione di meraviglia. Se a uno come Bossi danno la laurea ad honorem, perché non dovrebbe essere una bella cosa la fine del mondo?

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